L’Ospitalità

l ruolo del monaco benedettino in seno alla Chiesa è quello della preghiera, della “lettura divina” e del lavoro sia intellettuale che manuale. Questo è il suo carisma specifico che caratterizza la sua identità.

Ogni carisma, però, è dato dallo Spirito per il bene di tutta la comunità ecclesiale.

Quindi, la vita del monaco deve essere orientata su una duplice dimensione: egli deve “essere” prima e poi deve “agire”.

Prima di tutto si dona totalmente al Padre nel Cristo per amarlo sopra ogni persona e sopra ogni cosa: è la dimensione sacra della sua vita, è il suo “essere” monaco. Ma non basta: egli deve consacrare ugualmente la sua vita al bene di tutta la Chiesa: questa è la dimensione apostolica della sua vita, è il suo “agire” di monaco. Quale apostolato? I monaci di Sorres, seguendo l’orientamento di Benedetto, compiono questo servizio ecclesiale vivendo la loro vita di consacrazione all’interno del monastero: il loro apostolato, quindi, consiste nell’offrire la loro ospitalità a tutti quei fratelli che desiderassero passare uno o più giorni nel silenzio del monastero.

Raramente il monaco di Sorres lascia il chiostro, e solo in casi di vera necessità il suo apostolato può avere una proiezione esterna con predicazioni, confessioni, conferenze, scuole, ecc.

Per questo motivo, anche quando il sacerdozio si aggiunge alla sua condizione di monaco, il suo apostolato presenta delle caratteristiche particolari: è un apostolato che non va a cercare, ma attrae; è comunitario; afferma valori permanenti; e, soprattutto, prega e “ascolta” Dio, e muove a pregare e ad “ascoltare”.

La tradizionale ospitalità benedettina ha fondamentalmente questo fine: la possibilità offerta al monaco di predicare con la sua vita il Vangelo a tutti gli ospiti che giungono in monastero.

Benedetto dedica all’ospitalità tutto il capitolo 53 della sua Regola, dal quale emerge chiaro il suo pensiero: “Tutti gli ospiti che giungono in monastero siano accolti come Cristo… A tutti si renda l’onore dovuto. . . Si mostri grande umiltà per tutti gli ospiti sia in arrivo che in partenza: con il capo chino e prostrati a terra si adori Cristo, perché è Lui che si accoglie in essi… Gli ospiti, poi, siano condotti a pregare… Alla presenza dell’ospite si legga un passo della sacra Scrittura, perché sia edificato e, subito dopo, gli si usi ogni premura”.

L’intenzione di Benedetto sull’ospitalità appare molto chiara: religiosa e fraterna accoglienza all’ospite da parte dei monaci e da parte dell’ospite condivisione della vita dei monaci. Concretamente Benedetto vuol dire questo: chi viene in monastero, vi arriva per uno scopo solo che è quello di “cercare Dio” nella preghiera e nella Parola ascoltata.

II papa Paolo VI, parlando a Montecassino, esprimeva questo desiderio: “San Benedetto ritorni per aiutarci a ricuperare la vita personale… E’ questa sete di vita personale, che conserva ali’ ideale monastico la sua attualità. Così lo comprendesse la nostra società! . . . L’uomo. . . per riavere dominio e godimento spirituale di sé ha bisogno di riaffacciarsi al chiostro ‘benedettino. II monaco ha un posto di elezione nel Corpo mistico di Cristo, una funzione quanto mai provvida”.

I monaci di Sorres, rispondendo all’appello del papa, hanno attrezzato una “foresteria” per l’accoglienza cordiale dei fratelli e per offrire loro la possibilità di ritrovare se stessi e così poter ritrovare Dio e incontrarsi con Lui.

Ogni anno si organizzano a Sorres “settimane di studio” su argomenti biblici e patristici, “settimane di liturgia”, corsi di “esercizi spirituali” per sacerdoti, religiosi e laici, “giornate di ritiro”, ecc.

L’apostolato specifico dei monaci benedettini di Sorres nella Chiesa sarda vuole essere questo: fraterna e cordiale apertura a tutti i fratelli per comunicare loro con la vita ciò che hanno contemplato alla presenza di Dio.

Il Monastero di San Pietro di Sorres è dotato di 2 camere da 4 letti, 10 camere da 2 letti e 11 camere singole, tutte provviste di bagno; le stanze sono dotate di lenzuola e coperte.

L’ospitalità comprende pernottamento con colazione pranzo e cena.

È possibile sostare presso il Monastero anche solo per una giornata usufruendo del servizio per il pranzo, per un numero massimo di 80 coperti.

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